Orari di apertura delle tre mostre in galleria: martedi-sabato ore 15:30-19:00. Apertura fino alle 23:30 in coincidenza con inaugurazioni e eventi serali (vedi calendario eventi).  Per iscriversi alla mailing list e ricevere settimanalmente la Email del calendario manifestazioni di Spazio Tadini: ms@spaziotadini.it.

 
 
 

FLAUTO, VIOLINO E CHITARRA

una breve presentazione

 

 

 

La fine dell’epoca classica e i nuovi ideali che la Rivoluzione Francese aveva diffuso in Europa, fecero sì che molta musica composta nelle capitali europee nei primissimi anni dell’Ottocento fosse destinata ad un consumo – pubblico o privato – ampio e capillare, non ristretto cioè soltanto alla nobiltà o ai ceti sociali più ricchi come era avvenuto nel recente passato. Per le sue caratteristiche di strumento portatile e polifonico, la chitarra venne facilmente inserita da numerosi compositori del tempo in ambito cameristico e il trio Flauto-Violino-Chitarra è una formazione che in tale repertorio ha conosciuto rilevante notorietà. Il napoletano Ferdinando Carulli è uno dei principali artefici di questo repertorio, sia con lavori originali, come i tre Trii op. 9 o il monumentale Trio op. 12 (contenente una serie di Variazioni tratte da un Tema di Ignaz Pleyel), sia con rielaborazioni di lavori di altri autori, come i gustosissimi “arrangiamenti” di Ouvertures rossiniane, ridotti con gusto ed abilità dalla partitura orchestrale. Il livornese Filippo Gragnani – anche lui peraltro trasferitosi in Francia – è un altro autore che ha dedicato parecchie energie al repertorio cameristico con chitarra ed il suo Trio op. 13 è da sempre una delle opere più apprezzate, sia per la felice sintesi formale che per la freschezza dei temi. In ambito europeo annoveriamo i nomi di Joseph Kreutzer, autore di quattro Trii per flauto, violino e chitarra caratterizzati dalla struttura imponente e formalmente assai elaborati, e di Jean Jacques de l’Ile, meglio noto come Jacques Printemps, autore francese della cui biografia nulla si sa, ma la cui musica svela un compositore di buona caratura. Brilla infine il nome di Karl Maria von Weber che sulla scena del Singspiel “Donna Diana” inserì un delizioso Minuetto per flauto, violino (o viola) e chitarra. Le caratteristiche sonore di questa formazione sono del tutto particolari: il dialogo tra i due strumenti melodici – che sovente lavorano, insieme o per imitazione, per terze o seste nel registro acuto – consente alla chitarra di sostenere non soltanto la parte del basso, ma anche quel registro intermedio – quello della viola, per intenderci – nel quale lo strumento originale ottocentesco a volte dà il meglio di sé. Nei programmi concertistici del Classico Terzetto Italiano vengono spesso inseriti duetti o brani solistici allo scopo di integrare un determinato quadro tematico o musicologico. Il recupero di questo repertorio costituisce una interessante incursione nel mare magnum della musica “di intrattenimento” o “di consumo”, spesso destinata ad essere eseguita da abilissimi dilettanti o “amateurs”: per loro, all’ombra dei più noti operisti e/o sinfonisti, una preziosa generazione di compositori lavorò con grande passione, ispirazione e professionalità.

 

 

Classico Terzetto Italiano

 

 

Nel gennaio 2005, come naturale conseguenza di una fitta serie di contatti artistici, nasceva la formazione cameristica composta dal flautista Ubaldo Rosso, dal violinista Carlo De Martini e dal chitarrista Francesco Biraghi. La collaborazione si rivelò fin dalle prime prove entusiasmante, sia dal lato strettamente musicale che da quello umano: i tre musicisti in effetti vantavano - e tuttora vantano - dei curricula individuali di prim’ordine, ma si sono immediatamente incontrati sul terreno del “far musica con strumenti storici” in maniera assolutamente naturale, omogenea e sinergica. Dai primi concerti del 2005 al Museo della Musica di Bologna ed alla Biblioteca Angelica di Roma sono trascorsi solo pochi anni, ma l’attività ha avuto una crescita esponenziale: tour in Sicilia, tournée in Italia Centrale, concerti presso sale di tradizione anche all’estero (Teatro di Adria, Teatro Alfieri di Torino, Sala Maddalena di Monza, Società del Quartetto di Milano, Tempio protestante di Strasburgo…). Dopo tre anni di attività sotto la denominazione di “Trio Rosso-De Martini-Biraghi”, per una nuova prospettiva di comunicazione specie in campo internazionale, la formazione assume il nome ufficiale di “Classico Terzetto Italiano”, nome in cui si ritrovano soprattutto leggerezza e profondità, le due coordinate che guidano costantemente le scelte interpretative e di repertorio dei tre artisti.

 

Il “Classico Terzetto Italiano” interpreta programmi originali del primo Ottocento, alternando pagine “a tre” con duetti flauto-chitarra e violino-chitarra, risorsa che consente una espansione notevole del repertorio. Inoltre, attraverso una breve introduzione verbale al programma - abitualmente anteposta al concerto - il pubblico viene guidato in un prezioso viaggio tra autori, stili e paesi alla scoperta di un “sound” lontano nel tempo, ma ancora attuale ed efficace. Il “Classico Terzetto Italiano” ha in programma nel 2009 svariati concerti in Italia e all’Estero (Germania, Francia, Belgio, Finlandia, America Centrale); è stato infine da poco pubblicato un CD monografico (Ducale) contenente musiche di Joseph Kreutzer (quattro Trii op.9).

 

 

Ubaldo Rosso ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio di Genova sotto la guida del M°. Glauco Cambursano. Ha ricoperto in seguito il ruolo di primo flauto nell’orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano ed ha inoltre collaborato con il “Teatro alla Scala” di Milano, l’Orchestra della RAI di Torino e l’ Orchestra della RTSI di Lugano. Si è dedicato con grande attenzione alla ricerca ed allo studio della musica antica su strumenti storici, partecipando a Corsi e Seminari in tutta Europa, e seguendo in special modo le lezioni di B. Kuijken, S. Preston e O. Peter alla Schola Cantorum di Basilea. E’ risultato vincitore di una borsa di studio del British Council grazie alla quale ha conseguito il Diploma di Merito alla “Guildhall School of Music di Londra” con S. Preston. Da anni ospite di importanti Istituzioni e Festival nazionali ed internazionali, si è esibito in concerto in Italia ed in tutta Europa, oltre che negli USA, Canada, Guatemala, in Messico e in Malesia. Ha registrato opere per flauto di Mozart e le sei Sonate op. 91 di J.B. de Boismortier; con l’Ensemble Astrée ha al proprio attivo alcuni CD dedicati a Felice Giardini, Tomaso Giordani e alcune registrazioni dei Concerti da Camera di Antonio Vivaldi. Attualmente e’ titolare della cattedra di Flauto al Conservatorio “Ghedini” di Cuneo.

 

 

Carlo De Martini, violinista, si è formato artisticamente a Milano e a Salisburgo (scuola di Sandor Végh). Come direttore dell’Orchestra da camera Il Quartettone (da lui fondata nel 1987) e col quartetto Le Ricordanze ha registrato numerosi CD dedicati a Bartok, Boccherini, Cambini, Mozart e a compositrici lombarde, collaborando tra gli altri con Mario Brunello e Giuliano Carmignola. Studioso della prassi strumentale antica, ha lavorato con Laura Alvini e Roberto Gini, con il gruppo Aglaia (incisione de “L’Arte della fuga” e Concerti per violino di Bach) e con Harmonices Mundi (incisioni di Albinoni, Stradella e Zelenka). Attualmente si dedica all’orchestra classica Accademia Litta con strumenti originali, con cui produce dal 2005 una stagione di concerti al Teatro Litta e in altre sedi storiche milanesi, e con cui è stato realizzato nel 2003 l’allestimento di “Idomeneo”, prima esperienza del genere in Italia. Invitato a molte edizioni degli Open Chamber Music fondati da Sandor Végh in Cornovaglia, è attualmente membro del Comitato Artistico del Festival der Zukunft di Ernen, Svizzera, ideato nel 1987 da Gyorgy Sebok. Dal 1981 è insegnante di violino presso la “Accademia Internazionale della Musica” di Milano (ex Civica Scuola) dove ha formato fin dal 1991 l’orchestra giovanile. Da diversi anni tiene Campus e corsi estivi di formazione orchestrale ed ha collaborato a lungo con l’AsLiCo, dirigendo tra il ’97 e il ’99 tre allestimenti per Opera Domani, progetto per le scuole, e le opere di Mozart “Flauto Magico”, “Clemenza di Tito” e “Idomeneo” per il Circuito Regionale Lombardo tra il ’99 e il 2003.

 

 

Francesco Biraghi ha iniziato gli studi musicali con Antonio Barbieri, terminandoli al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Ruggero Chiesa. In seguito ha partecipato a corsi con Oscar Ghiglia e, per il repertorio antico, con Hopkinson Smith. Ancor prima di terminare gli studi ha intrapreso una intensa carriera concertistica, specie in formazioni da camera, che lo ha portato ad esibirsi in più di quaranta nazioni, ovunque suscitando consensi. Nel corso di tale attività ha effettuato registrazioni radiotelevisive e ha tenuto seminari e conferenze sulla chitarra e sulla musica da camera presso importanti istituzioni dei Paesi ospitanti. Dal 1986 è collaboratore fisso della rivista “Il Fronimo” ed ha inoltre firmato numerose note a programmi concertistici e discografici. Dal 2004 compare in video per le introduzioni ai programmi musicali del canale “Classica”, sulle frequenze di “Sky TV”; le sue doti di comunicatore gli consentono inoltre di esibirsi sovente in qualità di presentatore di eventi musicali. Ha tenuto corsi estivi di interpretazione e viene spesso invitato a far parte di giurie in prestigiosi concorsi chitarristici. Sul fronte discografico ha al proprio attivo alcune realizzazioni accolte con favore dal pubblico e dalla critica. Tra le più svariate iniziative che lo hanno visto protagonista è da citare una memorabile “Maratona Paganiniana” a scopo benefico svoltasi con successo all’ Auditorium del Conservatorio di Novara nel mese di Maggio del 2000. Insegna chitarra al Conservatorio “Verdi” di Milano.

 

 

 

PROGRAMMA PER SPAZIO TADINI

2 APRILE 2009 ORE 21:00 - INGRESSO LIBERO

 

FERDINANDO CARULLI  (1770 – 1841)

TRIO op.9, n.3 in Mi minore

(Allegro vivace – Romance – Rondò)

 

 

JOSEPH KREUTZER  (1790 – 1840)

TRIO op. 9, n. 1 in La maggiore

(Allegro moderato – Adagio –  Rondò)

 

 

GIOACCHINO ROSSINI (1792 – 1868)

IL BARBIERE DI SIVIGLIA, Ouverture (trascrizione d’epoca di Ferdinando Carulli)

  

 

CLASSICO TERZETTO ITALIANO

Ubaldo Rosso, flauto

Carlo De Martini, violino

Francesco Biraghi, chitarra