EIDOLON 5 - L'Eidolon musicale

 

JEAN CHARMOILLE

L'esperienza del canto lirico può scrivere un nuovo sapere nell’essere parlante ? si interroga Jean Charmoille.

 Il nodo della sua pratica psicoanalitica con l’esperienza di tenore lirico lo conduce a interrogare i limiti della  “sostanza pensante” e di quella “estesa” ereditate da Cartesio, tenendo conto di ciò che le precede,“la sostanza che gode”,  inaudita e invisibile ( Lacan ).

 

CATHERINE FAVA-DAUVERGNE

Nel suo affascinante argomento,declinerà “come la voce – il sublime del corpo -  si intreccia nel canto, commemorando il primo grido che ci rende parlanti nel campo dell’Altro sbarrando  la sua presa.”

Artista e insieme psicoanalista, “ tra improvvisazione e interpretazione, tenterà “tempi di conclusione” rischiando un’improvvisa apparizione, sopra il vuoto che ci costituisce. “

Ci mostrerà come la psicoanalisi può farsi insegnare qualcosa dall’arte.

 

CARLO SERRA

In che modo la voce ci parla di immagini?  - ci dice Carlo Serra - Quali sono gli indicatori narrativi, che connettono i decorsi vocali alla rappresentazione delle emozioni? Se la dimensione della vocalità taglia trasversalmente tutto il piano espressivo del musicale, Il Castello del Duca Barbablù di  Béla Bartók costituisce un modello di singolare compattezza, nella focalizzazione del rapporto   suono/immagine.

“Al centro della storia, un castello, e le sue sette porte sbarrate: l'impossibilità di accedere è il preludio all'unica porta in grado di esplicitare il proprio contenuto, che contiene la memoria del Castello.

 Il motore narrativo si incentra sull'apertura delle porte, sulla scoperta di quanto viene ostilmente negato allo spettatore.  Il senso del tempo si lega così ad un'immagine negata, che la musica riattiva, come  eidolon che stringe dentro di sé il destino dei personaggi, e dell'ascoltatore.”

 

NOTE BIOGRAFICHE dei Relatori

 

JEAN CHARMOILLE

Psicoanalista, psichiatra, tenore lirico, vive e lavora a Parigi.

E’ membro del comitato di redazione della rivista Apertura ( 1987 ), è stato presidente della Convention Psychanalytique (1995 ) , è cofondatore del movimento Insistance ( 2002 ).

L’originalità della sua traiettoria passa dall’incontro tra gli effetti della psicoanalisi e l’esperienza sconvolgente della voce, per lui simbolicamente rappresentata – come si esprime – dall’”Inaudito del silenzio che tiene la nota del grido di Don Giovanni”.

Affrontando l’enigma del nodo tra esperienza psicoanalitica ed esperienza dell’arte, tiene seminari di formazione a Parigi, ha tenuto conferenze in Europa e in America.

www.Sonecrit.com

 

CATHERINE FAVA-DAUVERGNE

Psicoanalista, psichiatra, è membro di Insistance (arte, psicoanalisi, politica ), è membro di MNEMOART.

A  partire dalle sue traversate nel canto, ma anche nelle arti plastiche e di espressione del corpo e della voce, la sua ricerca punta sul fatto che l’arte, in quanto atto, intreccia il corpo come “littoral” dello spazio e sull’importanza della  parte che  vi gioca il femminile.

Ha pubblicato articoli in opere collettanee ( La Clinique lacanienne, AEFL Università de Nice…), ha tenuto conferenze in diversi Paesi.

E’ membro della Fondation Européenne pour la Psychanalyse.

Pubblicazioni : Anoréxie, inédie, dans quel espèce d’espace lévitons-nous au féminin ( su Caterina da Siena ) ; Jeu de fille, jeu de garçon, pesanteur et apesanteur ; Corps, espace de la plongée ; La fascinante origine manquante, littoral maternel-féminin ( su Courbet ) ; Le Chant comme défi au champ de l’Autre ; Ce qui insiste dans le corps et se tresse dans l’art.

 

CARLO SERRA

E’ Ricercatore in Estetica presso il DAMS  dell'Università della Calabria, e si occupa di strutture ritmiche,di morfologie dello spazio musicale, temi a cui ha dedicato numerosi saggi. Fra i suoi lavori più recenti, Musica Corpo Espressione (Quodlibet, Macerata, 2008) e L'ascoltatore in cammino. Hegel e la narratività musicale (Scripta Web, Napoli, 2008).

E’ direttore della Rivista On-Line DE MUSICA (http://users.unimi.it/~gpiana/demus.htm)

Ha curato per Il Saggiatore l'edizione italiana di Suono e Sentimento di Steven Feld ( Milano, 2009).

Nel castello di Barbablù (disegno di Stefano MIRONE)
 
 

ÉIDOLON – Il progetto 

 

“Il quadro, certo, è nel mio occhio.

Ma io sono nel quadro.

(JACQUES LACAN )

 

Il nome non è altro che il termine greco impiegato da Platone per designare l'immagine.

Qual è la logica della finzione? Jacques Lacan recupera dall’empirista Bentham l’idea di una logica della fictitiousness e la rovescia come logica della verità. Dietro l’immagine si svela la verità delle cose, dettagli o aspetti della loro bellezza. L’arte ci fa esperire ciò che altrimenti appare insondabile.

Forum Lou Salomé propone ÉIDOLON come un progetto di apertura teorica e fattuale dal campo della psicanalisi verso il campo dell’arte e dell’estetica. E’ un’intersezione che in qualche modo ci sembra necessaria.

ÉIDOLON è un ciclo d’incontri tra psicanalisti, artisti, filosofi e critici d’arte che si interrogheranno sulla questione dell’immagine nella nostra epoca.


Saranno presentati documentari, installazioni, proiezioni, eventi,  commentati o affiancati da dibattiti teorici. L’eterogeneità delle proposte intende costituire un carattere distintivo del progetto che vuole essere plurale e polifonico. Ci preme soprattutto il dibattito e lo scambio di idee. Senza accademismi, con simpatia, con integrità, le idee critiche e discorsive interrogheranno la contemporaneità attraverso il filtro della questione estetica. Filtro che, come sappiamo dopo Wittgenstein, costituisce la forma contemporanea dell’etica, etica della nuova utopia. Non ci esimeremo da un riferimento alla funzione dello sguardo, campo freudo-lacaniano tutt’altro che obsoleto, tanto che una teorica dell’arte contemporanea del calibro di Rosalind Krauss ha potuto coniare il concetto di “Inconscio ottico”. La psicanalisi, che si è sempre interrogata sulla pulsione scopica, interpella oggi l’estetica. L’arte che è “cosa mentale”, come disse Leonardo, è da noi intesa come cosa attraversata dal linguaggio: la sua “cosità”, la sua adesione al reale, è l’elemento che resiste alla deriva immaginaria. Rispetto alla costituzione inconscia del soggetto e al suo statuto etico la questione della produzione e  della fruizione dell'opera non può lasciarci indifferenti. Un’opera implica strutturalmente un particolare nodo tra reale, immaginario e simbolico, soprattutto un'opera trattiene comunque una quota di reale, il concreto materiale di cui è fatta, che sfugge alla frantumazione immaginaria prodotta dalla cultura dominante. Di questo “Reale” viene offerta – nel confronto pluridisciplinare - una pensabilità.

 

Per il Forum Lou Salomé                   Valeria Medda

 

 
 
 
 

 

Forum Lou Salome’

Psicanaliste Donne in Rete

In partenariato con

I.S.A.P. Istituto di Studi Avanzati In Psicoanalisi

SPAZIO TADINI

presenta 

ÉIDOLON 4

Martedì 26  Maggio 2009, ore 21

 

Postmodernità.

Tracce di Sublime.

    

DAMIEN HIRST – The Golden Calf - Il Vitello d’oro

 
 

Ci interessava porci la questione se esistono forme di sublime nell’arte cosiddetta postmoderna, ricordando il passaggio di Kant: “Bello e sublime piacciono per se stessi ( fur sich selbst ).”

 ( Critica della Facoltà del Giudizio, 87 )

 

Silvana Borutti risponde:

“In primo luogo mi chiederò : quale nozione di sublime per la contemporaneità? Senz’altro quella kantiana ( Critica del Giudizio ): il sublime non è un oggetto, ma pensiero del limite.

In secondo luogo, in un pensiero del limite come quello kantiano il sublime si annida in ogni esperienza del senso e nutre di sè la stessa nozione di imagine, come presentificazione di un assente.

A questo punto svilupperò il tema della finzione in quanto economia del senso che definisco supplementare, e non sostitutiva.

Concluderò con un accenno al problema dell’arte come volontà di presentificazione.”

 

Massimo Recalcati

Opererà invece un tragitto concettuale dal concetto di  sublimazione freudiana all’oggetto sublime in arte.

“L’arte contemporanea – dice Recalcati – sembra liquidare il concetto di sublimazione come una scoria del passato. Pere pensare il luogo dell’arte il riferimento alla nozione freudiana di sublimazione resta – nell’implicazione della psicoanalisi all’arte – un riferimento inaggirabile.”

 

 

Un vin d’honneur concluderà la serata

 

Ingresso: 10 euro per contributo liberale

 

Tel. 366. 4584532

ms@spaziotadini.it

MM1 Loreto, MM 2 Piola

 Tram 33, Bus 62

 

www.ForumLouSalome.net

 

 

NOTE BIOGRAFICHE dei Relatori

 

SILVANA  BORUTTI

Silvana Borutti insegna Filosofia teoretica all’Università di Pavia. E’ da tempo impegnata in una riflessione sulle categorie delle scienze umane e sul rapporto tra conoscenza e immaginazione, in dialogo diretto con antropologi e psicoanalisti, e con incursioni nel campo della letteratura e dell’arte.Fa parte dei comitati di lettura e di redazione delle riviste “Au aut” e “Paradigmi”.

Tra le sue pubblicazioni: Filosofia delle scienze umane. Le categorie dell’antropologia e della sociologia, Bruno Mondadori, Milano 1999

 Théorie et interprétation. Pour une épistémologie des sciences humaines, Payot, Lausanne 2001

 coautore di Figures de l’humain: les représentations de l’anthropologie, Editions de l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Paris 2003

; Filosofia dei sensi. Estetica del pensiero tra filosofia, arte e letteratura, Raffaello Cortina, Milano 2006.

 

MASSIMO  RECALCATI

Noto psicoanalista lacaniano, insegna Psicologia dell’Arte all’Università di Bergamo e Psicopatologia del comportamento alimentare all’Università di Pavia.

E’ fondatore di JONAS ( Centro di Ricerca Psicoanalitica sui nuovi sintomi ) e direttore scientifico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IRPA ( Istituto di Ricerca di Pisoanalisi applicata )

Tra i suoi numerosi libri, tradotti in diverse lingue, citiamo:

Clinica del vuoto. Anoressie, dipendenze, psicosi. ( Angeli, Milano 2002 )

Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica ( Bruno Mondatori, Milano 2007 )

Elogio dell’Inconscio. Dodici argomenti in difesa della psicoanalisi. ( Ivi, 2008 )

Anoressia, bulimia, e obesità ( Bollati Boringhieri 2006 )

Forme contemporanee del totalitarismo ( Ivi, 2007 )

Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh  ( Ivi, 2009 )

 

 

ÉIDOLON – Il progetto

 

 

“Il quadro, certo, è nel mio occhio.

Ma io sono nel quadro.

(JACQUES LACAN )

 

Il nome non è altro che il termine greco impiegato da Platone per designare l'immagine.

Qual è la logica della finzione? Jacques Lacan recupera dall’empirista Bentham l’idea di una logica della fictitiousness e la rovescia come logica della verità. Dietro l’immagine si svela la verità delle cose, dettagli o aspetti della loro bellezza. L’arte ci fa esperire ciò che altrimenti appare insondabile.

Forum Lou Salomé propone ÉIDOLON come un progetto di apertura teorica e fattuale dal campo della psicanalisi verso il campo dell’arte e dell’estetica. E’ un’intersezione che in qualche modo ci sembra necessaria.

ÉIDOLON è un ciclo d’incontri tra psicanalisti, artisti, filosofi e critici d’arte che si interrogheranno sulla questione dell’immagine nella nostra epoca.


Saranno presentati documentari, installazioni, proiezioni, eventi,  commentati o affiancati da dibattiti teorici. L’eterogeneità delle proposte intende costituire un carattere distintivo del progetto che vuole essere plurale e polifonico. Ci preme soprattutto il dibattito e lo scambio di idee. Senza accademismi, con simpatia, con integrità, le idee critiche e discorsive interrogheranno la contemporaneità attraverso il filtro della questione estetica. Filtro che, come sappiamo dopo Wittgenstein, costituisce la forma contemporanea dell’etica, etica della nuova utopia. Non ci esimeremo da un riferimento alla funzione dello sguardo, campo freudo-lacaniano tutt’altro che obsoleto, tanto che una teorica dell’arte contemporanea del calibro di Rosalind Krauss ha potuto coniare il concetto di “Inconscio ottico”. La psicanalisi, che si è sempre interrogata sulla pulsione scopica, interpella oggi l’estetica. L’arte che è “cosa mentale”, come disse Leonardo, è da noi intesa come cosa attraversata dal linguaggio: la sua “cosità”, la sua adesione al reale, è l’elemento che resiste alla deriva immaginaria. Rispetto alla costituzione inconscia del soggetto e al suo statuto etico la questione della produzione e  della fruizione dell'opera non può lasciarci indifferenti. Un’opera implica strutturalmente un particolare nodo tra reale, immaginario e simbolico, soprattutto un'opera trattiene comunque una quota di reale, il concreto materiale di cui è fatta, che sfugge alla frantumazione immaginaria prodotta dalla cultura dominante. Di questo “Reale” viene offerta – nel confronto pluridisciplinare - una pensabilità.

 

Per il Forum Lou Salomé                   Valeria Medda

 
 
 

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ÉIDOLON 3

Il terzo incontro di ÉIDOLON accoglie un gruppo di artisti e psicanalisti particolarmente interessati all’arte, per affrontare il fenomeno straordinario del barocco e la sua arte.

Mariapia Bobbioni introdurrà un discorso sul Barocco e la Modernità, nel loro rapporto al Femminile, a sua volta interpretato sulla doppia polarità: Strega o Mistica?
Luca Iacovino ci interrogherà sulla funzione del gesto in generale e del gesto dell’arte : “.. è un tema che mi impegna da tempo; il gesto , letto attraverso differenti discipline non meno che nella più lunga analisi, ha un suo campo, un suo valore , una sua pregnanza, per il suo permanere e ritornare . Ha una forza sintetica che non appartiene alla tecnica ma ad un altro tipo di pensiero…bisogna fare del gesto il centro stesso del discorso , come è il caso nella via precorsa da Marcel Jousse e nella teoria del Mimema.”
Blanca Lloret, muovendo da un’esperienza di creazione artistica ( Hors Champ, opera video ) esplora come il movimento creativo si articola alla funzione della sublimazione in rapporto alla Cosa. Ella intende approfondire la funzione del vuoto nella stilistica barocca attraverso l’indagine di alcune tele di Caravaggio, individuando così la dimensione dell’oggetto nell’arte, oggetto che racchiude sempre in sé il riferimento a un Vuoto centrale e strutturale, che rappresenta la sua parte di impossibilità.
Valeria Medda si sofferma sulla questione della piegatura della materia nell’arte barocca e sulla sua significazione simbolica, attraverso le suggestioni filosofiche di Gilles Deleuze.
La flautista ALESSIA MARCOTRIGIANO eseguirà , in chiusura, alcune musiche barocche.

Iacovino e Lloret utilizzeranno una proiezione di immagini.
Un vin d’honneur concluderà la serata

INGRESSO : 10 ε contributo spese

Note biografiche dei Relatori

Mariapia Bobbioni
Psicanalista che vive e lavora a Milano, è studiosa di questioni femminili attraverso la storia della moda e i linguaggi del corpo.
Ha fondato lo Studio “Sembiante”, promotore di eventi culturali, tra i quali la progettazione del Museo della Seta a Como.
E’ stata coordinatrice dei Corsi di insegnamento al DAMS di Milano.
Dagli anni ’90 a tutt’oggi insegna Psicanalisi della Moda presso la Domus Academy di Milano e dal 2003 è libero docente presso la facoltà di Design del Politecnico di Milano.
E’ membro del Movimento psicanalitico NODI FREUDIANI.
E’ autrice di numerose pubblicazioni di psicanalisi, moda e arte.

Luca Iacovino
Luca Iacovino vive e lavora a Roma
Medico Psichiatra nel Dipartimento di Salute Mentale della ASL RMB, vi si occupa della formazione degli operatori e del trattamento dei pazienti nella fascia di età “Giovani Adulti”. Psicoanalista , è attualmente segretario del ISAP
Istituto per gli studi Avanzati in Psicoanalisi.
Artista , ha esposto sue pitture in Italia e in Argentina.

Blanca Lloret
Artista. Nata in Argentina, Blanca Lloret risiede in Francia, lavorando tra Parigi e New York.
Diplomata in Filosofia prima a Buenos Aires, poi alla Sorbonne di Parigi, ha studiato pittura, disegno e incisione in entrambe le città.
Tra il 1996 e il 2001 insegna pittura e storia dell’arte contemporanea a Parigi, dove partecipa a mostre collettive. Dal 1994 espone con mostre personali a New York, a Buenos Aires e in Alicante.
Vicina agli artisti dei movimenti « arte concettuale » ed « arte e linguaggio », le sue forme privilegiate di opera sono il libro d’arte e l’installazione.
Tra i libri principali : « Sites of jouissance » , « La scène impossible », « Writing », « Traces ».
La sua principale installazione recente « Ell laberinto del lenguaje » (fotografie, incisioni, libri d’artista, poesie ) è stata accolta dalla Escuela Freudiana de Buenos Aires nell’ottobre 2007.

Valeria Medda
Psicanalista a Milano, laureata in Lettere Classiche per Archeologia Greca e Romana, specializzata in Psicologia presso la facoltà di Medicina dell’Università Statale di Milano, è presente in campo lacaniano tra Milano e Parigi dal 1973.
Ha fondato MORPHE’, Atelier di Teoria dell’Immaginario e, successivamente, FORUM LOU SALOME’ – Psicanaliste Donne in Rete.

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ÉIDOLON – Il progetto

“Il quadro, certo, è nel mio occhio.
Ma io sono nel quadro.
(JACQUES LACAN )

Il nome non è altro che il termine greco impiegato da Platone per designare l'immagine.
Qual è la logica della finzione? Jacques Lacan recupera dall’empirista Bentham l’idea di una logica della fictitiousness e la rovescia come logica della verità. Dietro l’immagine si svela la verità delle cose, dettagli o aspetti della loro bellezza. L’arte ci fa esperire ciò che altrimenti appare insondabile.
Forum Lou Salomé propone ÉIDOLON come un progetto di apertura teorica e fattuale dal campo della psicanalisi verso il campo dell’arte e dell’estetica. E’ un’intersezione che in qualche modo ci sembra necessaria.
ÉIDOLON è un ciclo d’incontri tra psicanalisti, artisti, filosofi e critici d’arte che si interrogheranno sulla questione dell’immagine nella nostra epoca.
Saranno presentati documentari, installazioni, proiezioni, eventi, commentati o affiancati da dibattiti teorici. L’eterogeneità delle proposte intende costituire un carattere distintivo del progetto che vuole essere plurale e polifonico. Ci preme soprattutto il dibattito e lo scambio di idee. Senza accademismi, con simpatia, con integrità, le idee critiche e discorsive interrogheranno la contemporaneità attraverso il filtro della questione estetica. Filtro che, come sappiamo dopo Wittgenstein, costituisce la forma contemporanea dell’etica, etica della nuova utopia. Non ci esimeremo da un riferimento alla funzione dello sguardo, campo freudo-lacaniano tutt’altro che obsoleto, tanto che una teorica dell’arte contemporanea del calibro di Rosalind Krauss ha potuto coniare il concetto di “Inconscio ottico”. La psicanalisi, che si è sempre interrogata sulla pulsione scopica, interpella oggi l’estetica. L’arte che è “cosa mentale”, come disse Leonardo, è da noi intesa come cosa attraversata dal linguaggio: la sua “cosità”, la sua adesione al reale, è l’elemento che resiste alla deriva immaginaria. Rispetto alla costituzione inconscia del soggetto e al suo statuto etico la questione della produzione e della fruizione dell'opera non può lasciarci indifferenti. Un’opera implica strutturalmente un particolare nodo tra reale, immaginario e simbolico, soprattutto un'opera trattiene comunque una quota di reale, il concreto materiale di cui è fatta, che sfugge alla frantumazione immaginaria prodotta dalla cultura dominante. Di questo “Reale” viene offerta – nel confronto pluridisciplinare - una pensabilità.

Per il Forum Lou Salomé Valeria Medda

 
 
 
 

per ulteriori informazioni, mail a Valeria Medda: 

vmedda@fastwebnet.it

 
 

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ÉIDOLON – Il progetto 

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“Il quadro, certo, è nel mio occhio.

Ma io sono nel quadro.

(JACQUES LACAN )

 

Il nome non è altro che il termine greco impiegato da Platone per designare l'immagine.

Qual è la logica della finzione? Jacques Lacan recupera dall’empirista Bentham l’idea di una logica della fictitiousness e la rovescia come logica della verità. Dietro l’immagine si svela la verità delle cose, dettagli o aspetti della loro bellezza. L’arte ci fa esperire ciò che altrimenti appare insondabile.

Forum Lou Salomé propone ÉIDOLON come un progetto di apertura teorica e fattuale dal campo della psicanalisi verso il campo dell’arte e dell’estetica. E’ un’intersezione che in qualche modo ci sembra necessaria.

ÉIDOLON è un ciclo d’incontri tra psicanalisti, artisti, filosofi e critici d’arte che si interrogheranno sulla questione dell’immagine nella nostra epoca.

Saranno presentati documentari, installazioni, proiezioni, eventi,  commentati o affiancati da dibattiti teorici. L’eterogeneità delle proposte intende costituire un carattere distintivo del progetto che vuole essere plurale e polifonico. Ci preme soprattutto il dibattito e lo scambio di idee. Senza accademismi, con simpatia, con integrità, le idee critiche e discorsive interrogheranno la contemporaneità attraverso il filtro della questione estetica. Filtro che, come sappiamo dopo Wittgenstein, costituisce la forma contemporanea dell’etica, etica della nuova utopia. Non ci esimeremo da un riferimento alla funzione dello sguardo, campo freudo-lacaniano tutt’altro che obsoleto, tanto che una teorica dell’arte contemporanea del calibro di Rosalind Krauss ha potuto coniare il concetto di “Inconscio ottico”. La psicanalisi, che si è sempre interrogata sulla pulsione scopica, interpella oggi l’estetica. L’arte che è “cosa mentale”, come disse Leonardo, è da noi intesa come cosa attraversata dal linguaggio: la sua “cosità”, la sua adesione al reale, è l’elemento che resiste alla deriva immaginaria. Rispetto alla costituzione inconscia del soggetto e al suo statuto etico la questione della produzione e  della fruizione dell'opera non può lasciarci indifferenti. Un’opera implica strutturalmente un particolare nodo tra reale, immaginario e simbolico, soprattutto un'opera trattiene comunque una quota di reale, il concreto materiale di cui è fatta, che sfugge alla frantumazione immaginaria prodotta dalla cultura dominante. Di questo “Reale” viene offerta – nel confronto pluridisciplinare - una pensabilità.

 

Per il Forum Lou Salomé Valeria Medda

 

 

ÉIDOLON 1 

Il primo incontro di ÉIDOLON accoglie una complessa installazione e performance artistico-poetico-musicale, ideata e coordinata da Tamara e Jean-Pierre Landau, psicanalisti e artisti a Parigi.

Impegnati da anni in una ricerca originale sul tempo e la figurazione plastica di concetti psicanalitici, nel 2008 fondano MNEMOART, un gruppo di ricerca sperimentale che propone di pensare l'arte, unitamente alla psicanalisi e alla scienza, come scrittura poetica contro l'oblio.

 

“L’e-letto, lo scritto-grido,

le tele e il tempo”

 

costituisce una “mostra effimera” di dipinti e di installazioni che mette in scena, con testi poetici di Jean-Pierre Landau, la posizione soggettiva e la memoria dell'artista durante l'atto creativo. Uno sguardo particolare é posto sulla questione della traccia e del tempo nell'inconscio.

 

Un gruppo di artisti di MnemoArt dà un'impronta multimediale all'atto poetico.

 

Catherine Fava-Dauvergne, cantante e psicanalista

Alain Lazare, sassofonista e psicanalista

Marc Bonnet, pittore

Harold Rive-Decaillot, videasta

 

Tamara Landau, psicanalista, é diventata scultrice meditando sulla sofferenza indicibile dei suoi pazienti.Nel ‘94 è co-fondatrice della Società di Psicanalisi Freudiana a Parigi. Frequenta l'atelier di scultura di A.Carlinsky, allievo di O.Zadkine e numerosi altri ateliers delle Belle Arti. Il taglio della pietra le si é imposto come prima scrittura poetica di zone insondabili dell'inconscio. Le sue opere in alabastro esprimono con forza l'ambivalenza originaria essendo questa  una pietra femminile, detta a Volterra agata a puppi, molto erotica e sinuosa, dura e tenera, opaca e trasparente.

Partecipa a mostre collettive dal 2001: Art in progress -Artship, Paris, St. Francisco e alle Belle Arti.In seguito, il dialogo con Jean-Pierre Landau, pittore e psicoanalista, arricchirà con le sue «parole-colore» la sua scrittura e la ricerca teorica.Nel 2004 scrive un libro « L'impossibile nascita o il bambino rinchiuso», ed. Imago, ed espone le sculture sul tema del bambino «enclavé» (rinchiuso) al Museo Montparnasse a Parigi, al Palazzo dei congressi a Marsiglia e al Vinatier a Lione. Nel 2005 la mostra allo Spazio Beaurepaire a Parigi chiuderà questa fase legata al tormento e alla divisione soggettiva originaria.Un'altra dinamica s'annuncia, più gioiosa, volta verso il godimento, il tempo, l'inconscio e la capacità di trasformazione. La creazione diventa lo strumento fondamentale di concettualizzazione, di ascolto e di cambiamento. Il rapporto tra l'essere, il tempo e il desiderio é ormai figurato  in modo ludico mediante installazioni che legano il sogno e i ricordi al reale in un atto poetico. Nella mostra «  L'eletto, lo scritto, le tele e il tempo » , nel 2008, alla Galleria  parigina “La blanchisserie”, con l'istallazione « Bloc-notes magico 1 » Tamara Landau esprime questa svolta radicale, immergendoci, allo stesso tempo, nelle profondità dell'inconscio. La sua installazione « Space and dream 1 » é stata selezionata ed esposta a Venezia a OPEN XI e a Chiavenna.

 

Jean-Pierre Landau è nato a Lachau, nel 1944, durante l’occupazione tedesca. Dopo la guerra, con la sua famiglia si trasferisce a Saint-Tropez e quindi a Nizza. Figlio del pittore Zygmunt Landau dell’École de Paris, si accosta prestissimo al lavoro del padre, immerso da sempre nell’odore dell’olio di lino e dell’acquaragia. Conosce fin dalla giovinezza amici del padre, artisti ( Kisling, Barta, Zgoba, Menjinski, Allix, Kremegne, Vachon, Achiam…), ascoltando e assorbendo le loro esperienze, i loro interrogativi, i dubbi. Inizia a dipingere bambino iniziato da suo padre, che lo affida poi adolescente all’amica pittrice Josette Leca Bournet, che gli insegna il disegno. Dopo studi in medicina e in  psichiatria, divenuto psicanalista, Landau si riavvicina all’arte attraverso la scultura. Nella sua pittura, echeggia l’esperienza di psicanalista, con la violenza di parole-colore, il silenzio delle macchie, la ricchezza dei pigmenti. Dopo un percorso nell’atelier di scultura di Karlinski, allievo di Zadkine, frequenta l’ateliere di scultura in pietra di Mahu e torna nel ’90 alla sua passione, il linguaggio pittorico, seguendo i corsi degli ateliers delle Belle-Arti a Parigi, dove espone ogni anno.

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