Per iscriversi alla mailing list e ricevere settimanalmente la Email del calendario manifestazioni di Spazio Tadini: ms@spaziotadini.it  

 

 

 

 

 

 
 

PER FARE TEATRO SERVE ANDARE A SCUOLA?

 

Avrà luogo lunedì 18 maggio alle ore 21.00, presso la galleria Spazio Tadini (via Jommelli 24, Milano), l’incontro “Per fare teatro serve andare a scuola?”. La serata, a cura di Roberto Rizzente e Claudia Cannella, conclude il ciclo di appuntamenti dedicati al teatro organizzati per il 2009 dalla rivista Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo, in collaborazione con l’associazione culturale Spazio Tadini. I temi dei precedenti incontri sono stati “Roma e Milano: piccoli spazi e grandi città” (22 gennaio), “Teatro in televisione e dvd: una nuova vita oltre la scena?” (16 febbraio), “Liberi tutti: quale teatro per uscire dalla marginalità?” (16 marzo) e “Fotografare lo spettacolo” (27 aprile).

 

“Attori si nasce, ed io, modestamente, lo nacqui”. Parafrasando la nota espressione di Totò, sempre più compagnie scelgono oggi di cimentarsi nella difficile arte attoriale, prescindendo dal percorso formativo tradizionale. Ci sono gli autodidatti, innanzitutto: la cronaca ne è piena, basti pensare alla nuova ondata dei narratori, come Ascanio Celestini. Ci sono i performer: non è raro trovare, specialmente tra i gruppi di ricerca, artisti provenienti dalla musica, dalla pittura, dalla danza, e che solo tangenzialmente hanno scelto di occuparsi di teatro. Ci sono, persino, giornalisti che si autorappresentano, come Marco Travaglio, o divi e soubrette televisive che provano ad interpretare i grandi testi della tradizione, spesso per motivi di immagine e senza un’adeguata preparazione artistica. Senza dimenticare le Filodrammatiche che spesso e volentieri rivelano un’insospettata vitalità sul piano dell’organizzazione, dando vita a premi e rassegne che registrano, letteralmente, il tutto esaurito.

 

Le scuole di teatro non ufficiali giocano, in questo contesto, un ruolo di primo piano. L’alta  accessibilità ai corsi, la flessibilità degli orari, la mancata selezione all’ingresso, unitamente alla gratificazione immediata che ne consegue - quasi sempre è previsto uno spettacolo, al termine del corso - ne hanno decretato il successo: se ne annoverano una trentina nel solo territorio milanese, senza contare i workshop o i laboratori. L’apertura di una scuola sembra essere oggi uno dei mezzi più sicuri per sostenere economicamente l’attività di una compagnia, e molti attori e registi scelgono di dedicarsi a tempo pieno alla formazione, attingendo spesso a piene mani dai laboratori propedeutici per completare il cast di uno spettacolo. Ma proprio il numero vertiginoso e la scarsa notorietà di questi corsi nascondono a volte un’insidia per i giovani, che rischiano di trovarsi spiazzati e consegnati nelle mani di docenti inesperti.

 

Dinanzi a queste sfide le scuole dei Teatri Stabili si trovano a un bivio. Se i corsi mantengono  una certa tenuta nel numero degli iscritti, è anche vero che l’aggiornamento dei programmi didattici e il confronto con il mondo del lavoro sembrano essere diventati un’assoluta priorità nella ridefinizione degli obiettivi didattici. Succede così che entrino nei curricula materie nuove,  attinenti  il cinema,  la  pubblicità  o la televisione,  e che  vengano    attivate concrete opportunità di stage interne alla scuola o politiche di scambio nazionali e internazionali. Il rischio, insito in tali operazioni, è quello di sacrificare l’insegnamento primario, frantumato in una miriade di indirizzi programmatici differenti, indubbiamente stimolanti, ma a volte effimeri e schiavi delle mode.

 

Movendo dal caso esemplare di Milano, attraverso il confronto tra le scuole storiche e i corsi di nuovo conio, la serata vuole fare il punto sulla formazione in Italia oggi, aiutando i giovani che desiderino tentare la via del teatro a discernere tra le decine di proposte in cartellone, all’alba del nuovo anno scolastico e a ridosso della ventiduesima edizione del Premio Hystrio alla vocazione.

 

Intervengono:

 

Barbara Calbiani (Scuola del Piccolo Teatro)

Maurizio Schimdt (Scuola Civica Paolo Grassi)

Alberica Archinto (Accademia dei Filodrammatici

Francesco D’Agostino e Valeria Cavalli (Cooperativa Quelli di Grock)

Rappresentante della Scuola Teatri Possibili

 

Sono stati invitati a intervenire:

 

Accademia dello Spettacolo, Animanera, Associazione Puntozero, Associazione Sponte, Campo Teatrale, Teatro Crt, Centro Studio Attori, Centro Teatro Attivo, Dedalo Teatro, Extramondo, Gedeone Teatro, Gruppo Teatro Rare Tracce, Il Carro di Tespi, Koorthia, Mas - M.a.s. Music, Arts&Show, Mascherenere, Meteora Teatro, Mimesis - Spazio Mimo, Scuola Nazionale di Teatro e Arte Circense, Teatro Arsenale, Teatro del Battito, Teatro Carcano, Teatro della Contraddizione, Teatribù, Teatro Franco Parenti, Teatro Litta, Teatro della Memoria, Teatrobliquo, Teatro Officina, Teatro Primo Studio.

Ingresso libero.

Seguirà rinfresco.

 

Nota Biografica 

 

Hystrio – trimestrale di teatro e spettacolo - Fondato a Milano nel 1988 da Ugo Ronfani, diretto dal 1998 da Claudia Cannella, Hystrio è attualmente la più diffusa e prestigiosa rivista dedicata al teatro nelle sue varie forme e manifestazioni, ma anche alla danza e alla lirica. Da diciotto anni organizza l’omonimo Premio alla Vocazione, ospitato nei teatri milanesi nelle sue ultime dieci edizioni e riservato ai giovani attori under 30.

 

Spazio Tadini - Diretto da Francesco Tadini e Melina Scalise, lo Spazio Tadini è un luogo di eventi e di comunicazione tra le arti e gli artisti, ricavato dallo studio di Emilio Tadini e da una tipografia storica. Nelle sue sale ospita, dal 2005, mostre, concerti, prove aperte teatrali, presentazioni di dischi e di libri, conferenze stampa e convegni.

 

Info:

Roberto Rizzente, redazione Hystrio,

tel. 02.40073256, roberto_rizzente@libero.it, hystrio@fastwebnet.it, www.hystrio.it

 

Melina Scalise, ufficio stampa Spazio Tadini, ms@spaziotadini.it

 

 

HYSTRIO - TRIMESTRALE DI TEATRO E SPETTACOLO

 Via Olona 17 - 20123 Milano, tel. 02.40073256

www.hystrio.it;  hystrio@fastwebnet.it

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

FOTOGRAFARE LO SPETTACOLO

 

 

Avrà luogo lunedì 27 aprile alle ore 21.00, presso la galleria Spazio Tadini (via Jommelli 24, Milano), l’incontro “Fotografare lo spettacolo”. La serata, a cura di Roberto Rizzente e Claudia Cannella, prosegue il ciclo di appuntamenti dedicati al teatro organizzati per il 2009 dalla rivista Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo, in collaborazione con l’associazione culturale Spazio Tadini.

 

Molti opinionisti, oggi, sono pronti a scommettere sull’importanza, per la storia dello spettacolo, della fotografia di scena. Parte integrante di una rappresentazione, essa ne perpetua, in un certo senso, la memoria, e ne garantisce il successo presso il grande pubblico. È anche grazie agli scatti del fotografo di fiducia che un regista può seguire l’evoluzione del proprio lavoro. E, ancora, è grazie al materiale fotografico depositato negli archivi e nelle biblioteche che gli studiosi possono ricostruire la genesi e le caratteristiche stilistiche di alcune opere del passato. E, infine, è grazie alla fotografia che uno spettacolo riesce ad attirare pubblico, o a conquistare appeal presso i media, incoraggiando, spesso e volentieri, la pubblicazione del comunicato sui tamburini.

 

Dopo decenni di storia, spesso poco conosciuta ai più, complice la rivoluzione del digitale, che ha semplificato radicalmente il processo di produzione e di distribuzione delle immagini, amplificando a dismisura la portata del fenomeno, la fotografia di scena entra oggi nel vivo del dibattito culturale. Vengono organizzati corsi specifici, come  quelli tenuti dal Centro per la Fotografia dello spettacolo di San Miniato o dall’Accademia della Scala. Addirittura, vengono banditi concorsi, come Occhi di scena, in collaborazione con Hystrio, e i lavori dei grandi maestri vengono ospitati nei foyer dei teatri o diventano protagonisti di antologiche, monografie, libri di testo.

 

Ma proprio la straordinaria diffusione del fenomeno impone un problema critico di definizione: se da un lato, grazie anche al lavoro dei pionieri negli anni ’60, si va incontro ad una crescente specializzazione - numerosi sono i professionisti che decidono di dedicarsi esclusivamente alla fotografia di scena -,  dall’altro il numero crescente di fotoamatori che riesce ad accedere alle tecnologie digitali, sempre più a buon mercato, e a farsi pagare dai teatri un cachet per un servizio, rende imprescindibile, per il critico, operare dei distinguo, onde evitare la svalutazione del mestiere.

 

Resta aperto, infine, il nodo della considerazione critica: nonostante l’importanza genericamente accordata alla fotografia di scena e il valore intrinseco di alcune proposte, persistono, ancora, alcune diffidenze da parte del regista, che vede il fotografo come un intruso nel proprio lavoro e un artigiano piuttosto che come un artista, dei colleghi fotografi, che ancora giudicano la fotografia di scena il parente povero della fotografia d’autore, e del pubblico, che spesso e volentieri ignora i nomi dei grandi maestri, pur avendo ben presenti nella memoria, magari anche a distanza di anni, le immagini degli spettacoli pubblicate sulle locandine.

 

Movendo dal confronto tra alcuni protagonisti del settore, coordinati dal critico Roberto Mutti, col supporto di una proiezione-video dei lavori più significativi realizzati negli ultimi cinquant’anni, la serata vuole definire i tratti salienti del fenomeno “fotografia di scena”, ripercorrendone le coordinate storiche essenziali e indagandone peculiarità e opportunità per il futuro, a seguito dei cambiamenti attraversati dal sistema spettacolo negli ultimi anni e della rivoluzione culturale imposta dai pionieri negli anni ’60 e ’70 e dall’avvento del digitale.

 

Intervengono:

 

Massimo Agus (fotografo e direttore del Centro per la Fotografia dello spettacolo di San Miniato)

Marco Caselli Nirmal (fotografo)

Diego Ciminaghi (fotografo)

Silvia Lelli e Roberto Masotti (fotografi ufficiali del Teatro alla Scala)

Tommaso Le Pera (fotografo)

Andrea Messana (fotografo)

 

Modera:

 

Roberto Mutti (critico fotografico)

 

Ingresso libero.

 

 

Seguirà rinfresco.

 

 

I prossimi incontri:

 

Lunedì 18 Maggio: Per fare teatro serve andare a scuola?

 

Con rappresentanti della scuola del Piccolo Teatro, Civica Paolo Grassi, Accademia dei Filodrammatici, Teatri Possibili, Quelli di Grock e altri in via di definizione.

 

Moderatore in via di definizione

 

 

Nota Biografica 

 

Hystrio – trimestrale di teatro e spettacolo - Fondato a Milano nel 1988 da Ugo Ronfani, diretto dal 1998 da Claudia Cannella, Hystrio è attualmente la più diffusa e prestigiosa rivista dedicata al teatro nelle sue varie forme e manifestazioni, ma anche alla danza e alla lirica. Da diciotto anni organizza l’omonimo Premio alla Vocazione, ospitato nei teatri milanesi nelle sue ultime dieci edizioni e riservato ai giovani attori under 30.

 

Spazio Tadini - Diretto da Francesco Tadini e Melina Scalise, lo Spazio Tadini è un luogo di eventi e di comunicazione tra le arti e gli artisti, ricavato dallo studio di Emilio Tadini e da una tipografia storica. Nelle sue sale ospita, dal 2005, mostre, concerti, prove aperte teatrali, presentazioni di dischi e di libri, conferenze stampa e convegni.

 

Info:

Roberto Rizzente, redazione Hystrio,

tel. 02.40073256, roberto_rizzente@libero.it, hystrio@fastwebnet.it, www.hystrio.it

 

Melina Scalise, ufficio stampa Spazio Tadini, ms@spaziotadini.it

 

 

HYSTRIO - TRIMESTRALE DI TEATRO E SPETTACOLO

 Via Olona 17 - 20123 Milano, tel. 02.40073256

www.hystrio.it;  hystrio@fastwebnet.it

 
     
     
  Liberi tutti: quale teatro per uscire dalla marginalità?


Dibattito con alcune realtà milanesi attive nel campo del teatro sociale (carcere, handicap, integrazione, disagio giovanile ecc.) e testimonianze del loro “lavoro sul campo”.

Avrà luogo lunedì 16 marzo alle ore 21.00, presso la galleria Spazio Tadini (via Jommelli 24, Milano), l’incontro “Liberi tutti: quale teatro per uscire dalla marginalità?”. La serata, a cura di Roberto Rizzente e Claudia Cannella, prosegue il ciclo di appuntamenti dedicati al teatro organizzati per il 2009 dalla rivista Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo, in collaborazione con l’associazione culturale Spazio Tadini.

Nel tentativo di sperimentare modi, temi e linguaggi, il teatro del Novecento si è confrontato spesso con la marginalità. Grazie anche alla nuova formula-laboratorio messa a punto dalla scuola di Grotowski e all’eco suscitata dagli esperimenti condotti nelle favelas brasiliane dal Living Theatre o a Marigliano da Leo De Berardinis, il teatro sociale è entrato nel patrimonio collettivo di conoscenze, affiancandosi al teatro ufficiale e spesso sostituendolo. L’offerta di nuove scuole e di master per operatori è oggi all’ordine del giorno, il sociale entra nelle università, dando vita a nuove discipline e nuovi corsi di laurea, mentre spopolano artisti come Danio Manfredini o Pippo Delbono che, senza temere lo scandalo, mettono in scena la marginalità. Nascono, persino, rassegne a tema, ospitate dai maggiori teatri o dai teatri di periferia, come Teatro e carcere all’Eliseo di Roma o la Rassegna Basaglia al Teatro della Cooperativa di Milano; e non mancano festival diretti da operatori del settore, come il Festival di Volterrateatro, affidato ad Armando Punzo, che da vent’anni lavora con i detenuti del carcere di massima sicurezza della cittadina toscana. Né si può dire che le istituzioni siano avare di riconoscimenti, se è vero che a Napoli sono stati stanziati fondi e infrastrutture per il Progetto Scampia di Marco Martinelli. Ma nonostante i numeri, alcune ombre sembrano gravare sul variegato mondo del teatro sociale.

Se è vero che il fenomeno è oggi molto più diffuso rispetto a qualche anno fa, bisogna però dire che questo è in più occasioni dovuto all’ingresso di soggetti nuovi, non di rado con una formazione improvvisata e che hanno scarsa confidenza con le leggi dello spettacolo. È il caso, per esempio, di molti operatori formatisi nelle facoltà di scienze dell’educazione. Ma anche gli stessi attori professionisti dedicano al teatro sociale un’attività spesso estemporanea e non meditata, o tengono laboratori esclusivamente per finanziare l’attività maggiore. Il rischio insito in tali operazioni è che il teatro sociale diventi una moda o un’operazione di facciata per intercettare fondi dagli enti locali, pregiudicando la qualità dei risultati e l’efficacia dei processi educativi o terapeutici. Senza contare il fatto che l’alto afflusso di nuovi educatori cela in realtà un’altrettanto alta mortalità delle associazioni coinvolte che, in mancanza di un’adeguata copertura finanziaria, spesso costrette ad operare in solitudine o in aperta concorrenza l’una con l’altra, interrompono l’attività prima che il lavoro condotto sul territorio cominci a dare i suoi frutti.

Movendo dal confronto tra alcune realtà milanesi attive nel settore (handicap, carcere, minori, psichiatria), coordinate dal giornalista Pier Giorgio Nosari, la serata vuole definire i tratti salienti del fenomeno “teatro sociale”, indagandone peculiarità, problematiche e potenzialità inespresse, alla luce dei grandi cambiamenti occorsi con la frantumazione delle barriere e la sopravvenuta commistione dei linguaggi.



Intervengono:

Michelina Capato Sartore (Cooperativa Estia)
Nadia Fulco e Francesca Maggioni (Atir e Cooperativa Comunità Progetto)
Giuseppe Scutellà (Compagnia Puntozero)
Mimmo Sorrentino (drammaturgo e regista)
Rosita Volani (Associazione Olinda)

Modera:

Pier Giorgio Nosari (giornalista)

Sono stati invitati ad intervenire:

Centro Europeo Teatro e Carcere (Edge Festival), Clematis Playback Theatre, Clown One Italia, Cooperativa Teatro Laboratorio, Crt Teatro Educazione di Fagnano Olona, Erbamil, Mascherenere, Narad, No’hma, Nuvola Società Cooperativa, Opus Personae, Risvegli, Teatrinsieme, Teatrinviaggio, Teatro della Cooperativa, Teatro Crt di Milano, Teatro Prova, Teatro la Ribalta, Teatro del Sole, Teatro Viola e altri in via di definizione.


Ingresso libero.

Seguirà rinfresco.


I prossimi incontri:

Lunedì 27 Aprile: Fotografare il teatro.
Mostra - proiezione di fotografi dello spettacolo dal vivo.

Con Silvia Lelli e Roberto Masotti, Tommaso Le Pera, Massimo Agus e Cosimo Chiarelli, Diego Ciminaghi, Andrea Messana, Marco Caselli Nirmal e altri in via di definizione.
Modera Roberto Mutti.

Lunedì 18 Maggio: Per fare teatro serve andare a scuola?
Relatori in via di definizione


Nota Biografica

Hystrio – trimestrale di teatro e spettacolo - Fondato a Milano nel 1988 da Ugo Ronfani, diretto dal 1998 da Claudia Cannella, Hystrio è attualmente la più diffusa e prestigiosa rivista dedicata al teatro nelle sue varie forme e manifestazioni, ma anche alla danza e alla lirica. Da diciotto anni organizza l’omonimo Premio alla Vocazione, ospitato nei teatri milanesi nelle sue ultime dieci edizioni e riservato ai giovani attori under 30.

Spazio Tadini - Diretto da Francesco Tadini e Melina Scalise, lo Spazio Tadini è un luogo di eventi e di comunicazione tra le arti e gli artisti, ricavato dallo studio di Emilio Tadini e da una tipografia storica. Nelle sue sale ospita, dal 2005, mostre, concerti, prove aperte teatrali, presentazioni di dischi e di libri, conferenze stampa e convegni.

Info:
Roberto Rizzente, redazione Hystrio,
tel. 02.40073256, roberto_rizzente@libero.it, hystrio@fastwebnet.it, www.hystrio.it

Melina Scalise, ufficio stampa Spazio Tadini, ms@spaziotadini.it


Link: http://www.hystrio.it

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

TEATRO IN TELEVISIONE E DVD: UNA NUOVA VITA OLTRE LA SCENA?

 

 

Verrà presentato lunedì 16 febbraio alle ore 21.00 presso la galleria Spazio Tadini di via Jommelli 24, Milano, l’incontro “Teatro in televisione e dvd: una nuova vita oltre la scena?”. La serata, a cura di Roberto Rizzente e Claudia Cannella, prosegue il ciclo di appuntamenti dedicati al teatro organizzati per il 2009 dalla rivista Hystrio, trimestrale di teatro e spettacolo, in collaborazione con l’associazione culturale Spazio Tadini.

 

Per sua natura effimero, condannato all’oblio nell’istante stesso della rappresentazione, il teatro sembra trovare nella registrazione video una nuova immortalità. Acclamato da un pubblico medio di studenti, casalinghe e liberi professionisti, vituperato dai puristi del palcoscenico come esempio di arte di serie B, da strumento di ricerca per gli studiosi e di documentazione e verifica sul campo delle competenze acquisite per le compagnie, il video di uno spettacolo teatrale sembra essersi trasformato oggi in un prodotto di largo consumo. Gli immensi archivi Rai vengono letteralmente saccheggiati dagli editori; la promozione di nuove collane destinate all’edicola o alle librerie è all’ordine del giorno (il “caso” Teatro in/civile edito dall’Unità); nascono, persino, siti monografici per la commercializzazione dei dvd teatrali (www.teatrinvideo.com), e i Festival fanno a gara per proiettare spezzoni dei video d’essai, dando vita, in certe occasioni, a vere e proprie rassegne specializzate, come il Riccione Ttv Festival. Ma nonostante la profusione di intenti, alcune ombre sembrano gravare sul mondo sommerso del teatro in video.

 

Se il  mercato editoriale riesce a mantenere un incoraggiante status quo nelle vendite – secondo i dati forniti da Fabbri Editori, leader assoluto del mercato, 1.700.000 sono le copie vendute in edicola dal teatro di Eduardo, 620.000 per il teatro di Govi, 400.000 per quello di Pirandello, 310.000 per la coppia Fo-Rame, 350.000 per la commedia musicale di Garinei e Giovannini e 230.000 per la collana “I grandi classici del teatro”, senza parlare del “caso” Legnanesi, capace di arrivare ai 30 titoli editi, vendendo, nel solo Nord Italia, 250.000 pezzi-, quello televisivo registra una sostanziale contrazione: nonostante alcune, innovative proposte dell’ultima ora (il fenomeno “Quarta parete” su Mediolanum Channel) e gli ascolti record delle letture dantesche di Benigni o del Vajont di Marco Paolini, il teatro viene emarginato dai palinsesti, mentre intere redazioni vengono spostate da arbitrarie scelte politiche, come nel caso di “Palcoscenico”, il cui nucleo storico è stato costretto al trasloco dalla sede Rai di Milano a quelle di Roma e Napoli.

 

Movendo dal confronto tra alcuni professionisti del settore, coordinati dal giornalista Sandro Avanzo, la serata vuole definire il fenomeno del teatro in dvd nelle sue caratteristiche essenziali di documento storico e prodotto per il largo consumo, analizzando il mercato editoriale e quello televisivo alla luce dei cambiamenti occorsi negli ultimi anni.

 

 

Intervengono:

 

Marco Calindri (regista teatrale e televisivo)

Felice Cappa (giornalista, autore e regista)

Vito Molinari (regista teatrale e televisivo)

Mario Perrotta (attore, regista e ideatore della collana “Teatro in/civile”)

Maurizio Porro (critico cinematografico del Corriere della Sera e consulente editoriale per Fabbri)

Silvia Saibene (caporedattore di Fabbri Editori)

 

Modera:

 

Sandro Avanzo (critico cinematografico e teatrale)

 

 

Ingresso libero.

 

Seguirà rinfresco.

 

 

I prossimi incontri:

 

9 Marzo: Liberi tutti: quale teatro per uscire dalla marginalità?

Dibattito con alcune realtà milanesi attive nel campo del teatro sociale (carcere, handicap, integrazione, disagio giovanile ecc.) e testimonianze del loro “lavoro sul campo”.

 

Con Mimmo Sorrentino, Michelina Capato Sartore, Giuseppe Scutellà, Nadia Fulco e altri in via di definizione

 

Aprile (data da definire): Fotografare il teatro.

Mostra - proiezione di fotografi dello spettacolo dal vivo.

 

Con Silvia Lelli e Roberto Masotti, Tommaso Le Pera, Massimo Agus e Cosimo Chiarelli, Diego Ciminaghi, Andrea Messana, Marco Caselli Nirmal e altri in via di definizione

 

Maggio (data da definire): Per fare teatro serve andare a scuola?

Relatori in via di definizione

 

 

Nota Biografica

 

Spazio Tadini - Diretto da Francesco Tadini e Melina Scalise, lo Spazio Tadini è un luogo di eventi e di comunicazione tra le arti e gli artisti, ricavato dallo studio di Emilio Tadini e da una tipografia storica. Nelle sue sale ospita, dal 2005, mostre, concerti, prove aperte teatrali, presentazioni di dischi e di libri, conferenze stampa e convegni.

 

Hystrio – trimestrale di teatro e spettacolo - Fondato a Milano nel 1988 da Ugo Ronfani, diretto dal 1998 da Claudia Cannella, Hystrio è attualmente la più diffusa e prestigiosa rivista dedicata al teatro nelle sue varie forme e manifestazioni, ma anche alla danza e alla lirica. Da diciotto anni organizza l’omonimo Premio alla Vocazione, ospitato nei teatri milanesi nelle sue ultime dieci edizioni e riservato ai giovani attori under 30.

 

 

Info:

 

Roberto Rizzente, redazione Hystrio,

tel. 02.40073256, roberto_rizzente@libero.it, hystrio@fastwebnet.it

 

Melina Scalise, ufficio stampa Spazio Tadini, ms@spaziotadini.it

 

 

 

HYSTRIO - TRIMESTRALE DI TEATRO E SPETTACOLO

 Via Olona 17 - 20123 Milano, tel. 02.40073256

www.hystrio.it;  hystrio@fastwebnet.it