Orari di apertura delle tre mostre in galleria: martedi-sabato ore 15:30-19:00. Apertura fino alle 23:30 in coincidenza con inaugurazioni e eventi serali (vedi calendario eventi).  Per iscriversi alla mailing list e ricevere settimanalmente la Email del calendario manifestazioni di Spazio Tadini: ms@spaziotadini.it.

 
 
LUCI DELLA RIBALTA - DAL 2 APRILE AL 3 MAGGIO A SPAZIO TADINI
 
   

Elena Strada

di Claudio Rizzi

La sua figura pare provenire da un suo dipinto, tratti esili, dise-gno elegante nei moti improvvisi, stacco in pittura e movenze nella persona. I quadri, anche nelle tonalitÓ scure, accendono luci balenanti e riverberi di fondo. Elena Strada Ŕ chiara, nello sguardo, nel modo, persino nel tentativo di ripararsi in angolo. Timida, la riservatezza come porto di riparo, un sorriso prima del disagio di un rossore, vorrebbe evadere dalla situazione e pare allungarsi in punta di piedi, come sfilarsi dal contingente e conquistare alte vette di isolamento. Intorno a lei tutto dichiara certezza, la casa, l'arredo, il gatto di quiete. Tutto confortante come baluardo invalicabile. Tale e tanto da indurre a uscire per trovare incontro e confronto, conoscere il mondo e sapere che il nido Ŕ pi¨ caldo. Ma la fragilitÓ Ŕ apparenza estetica pi¨ che dato di personalitÓ. Nell'ironia detiene un'arma affilata per la difesa e, se occorre, per ribaltare il fronte. Raffinata, cordiale, capace di divenire ancora pi¨ disarmante quando, rinunciando al contrattacco, previene e impedisce la mossa successiva. Poi sfodera il sorriso spontaneo che indica serenitÓ autentica, di motivata soddisfazione nel non patire gravi ostacoli e nella consapevolezza della felicitÓ come ideale. Afferma la costante presenza di figure nei quadri eppure risulta difficile riconoscerle nel labirinto di segni, velature e piani sovrapposti. ╚ probabile sia questo il suo modo per raccontare a se stessa senza confessare al lettore. Tuttavia l'osservatore entra nel dipinto e si orienta agevolmente, interpreta in libertÓ e prova la sensazione di confidenza, di padronanza del territorio, di benessere. Elena Strada anima suggestioni, non solo tra i fan che le testimoniano ardimento benchÚ arginati dalla sua ritrosia, ma tra i cultori d'arte che tributano al suo lavoro contenuti di merito nello spazio poetico e nei tratti di personalitÓ. Che lei lo sappia o no, chissÓ. Risponde con un sorriso, una battuta e mentre i capelli volano in altra direzione lei se ne va come un giunco nel vento e l'argomento volta pagina. Oltre il gioco divertente nella misura e nell'equilibrio, rimane la percezione di grande maturitÓ, nel tono e negli esiti di lavoro. Una tensione continua di coerenza 52 e di forza coniugata sempre alla raffinatezza della sensazione, palpabile, nitida e mai invadente. Giocasse a mosca cieca non si lascerebbe prendere, sinuosa e fluttuante nei rapidi movimenti. La pittura, in analogia, danza suscitando evocazioni e atmosfera, non innesca ossessioni nÚ si lascia domare ma detta il ritmo, quindi il passo. Un quadro padrone di sÚ e del territorio circostante. Come lei, nonostante l'apparente esilitÓ. Gioca anche nella provincialitÓ. Relegata nell'eremo di Saronno parrebbe in clausura ma non patisce i grandi palcoscenici e le arene lontane. Percorre la ribalta d'arte con estrema naturalezza, con forte senso di collegialitÓ, non vive la concorrenza ma sente la condivisione di uno spazio comune nei valori e negli ideali. Retaggio evidente dell'educazione e dei giorni d'Accademia, lÓ dove la convivenza quotidiana ancora non risentiva dei gomiti della vita. In pubblico parla il dipinto. Il privato Ŕ nell'indole. Le pagine intime appartengono alla lettura della sera, alla luna tra vetrate e ombre del giardino, ai riverberi del silenzio nella musica degli affetti. Alla luce del giorno corrisponde il ritmo del quotidiano. Allora dipinge l'orizzonte e con un tratto incide lo sfarzo del sole.