... sabato ore 21| domenica ore 18 e ore 20:30
"La musica è il solo passaggio che unisca l'astratto al concreto..." Antonin Artaud "La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silenzio..." Victor Hugo
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En Verlan mette in scena un universo ‘altro’ fatto di silenzi, di sovrapposizioni ritmiche tra suoni freddi e metallici, parole sussurrate e note mai liriche, segni e scritture di luce che avvolgono l’accadere di gesti sintetici. Ad abitare questo universo un essere isolato. Un’identità confusa che vive la condizione del non definito, del ‘sottosopra’ appunto (en verlan é slang francese per à l’envers) senza il conforto di un nome o di un contorno rassicurante. Pulsioni e desideri che si mescolano e si lasciano guardare, metamorfosi sospese nel tempo e nello spazio. In bilico tra silenzio e azione, si assiste al divenire di un ciclo tanto illogico quanto naturale, un ciclo di natura e artificio, come in una sorta di monologo interiore. Lo spazio mitico del labirinto viene accentuato nel suo carattere di isolamento, riflessività e utopia dalla presenza di specchi, da un gioco di rimandi tra l’essere e la sua ombra, il corpo e le sue migliaia di copie riflesse, che riproduce l’illusorietà di qualsiasi tentativo di fuga. La condizione precaria dell’ibrido per natura, sospeso solo in un non-luogo per costrizione, indaga il terreno dell’esperienza esistenziale umana, ovvero il terreno della totale mutabilità e interpretabilità. La donna in scena somiglia alla prima donna di Copi, La femme assise, che per divertimento veste i panni della Winnie di Giorni Felici, che è riuscita a liberarsi della sua buca da cui spuntava solo con il busto e a conquistare una sedia dove aspetta un qualche Godot. Gesticola, si anima e chiacchiera con i suoi deuteragonisti: una bambina – forse la figlia – delle suore, qualche vecchietto; ma soprattutto animali: polli, lumache, liocorni, elefanti, scimmie, dotati di una logica tutta loro, percorsa da folli venature di nonsense.
Annalì Rainoldi
Si diploma alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2007, indirizzo Teatrodanza, sotto la direzione di Marinella Guatterini. Durante gli anni di accademia danza negli spettacoli Aronne e Looking for the waste land ideati e diretti da Luciana Melis. Per il Festival Civitanova Danza è interprete nello spettacolo dedicato a Picasso con le coreografie di Susanna Beltrami. Nel 2007 partecipa alla sezione arte della Biennale di Venezia esibendosi come danzatrice in La donna carnivora, performance diretta dal regista Beat Kuert. Negli stessi anni ha la possibilità di collaborare e prendere parte agli spettacoli diretti da coreografi internazionali quali Lucinda Childs e Emio Greco. Dopo il diploma è accolta come stagista presso Virgilio Sieni a Firenze e Ariella Vidach a Milano. Nel 2008 entra nell’ensamble della Giovane Compagnia Pierlombardo diretta da Susanna Beltrami, debuttando l’anno successivo in Kore e Psiche. Prosegue sino al 2010 la collaborazione con la Compagnia Pierlombardo danzando Biometrie di un corpo a pezzi. Nel 2009 interpreta Guvot per la Compagnia Corpi Mobili diretta da Sabrina Camera e prende parte ad alcune creazioni del regista Charlie Owens per la Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano. Nel 2010 crea, in collaborazione con Stefania Spadoni, la compagnia SplitSides al fine di sperimentare nuove interazioni tra danza e fotografia. All’attivo due produzioni: D-Una e Do they speack to be heard? Da giugno 2010 entra a far parte del progetto DanceMe, curato da Perypezye Urbane, dove debutta, nell’aprile 2011, proprio con En Verlan, performance nata dalla collaborazione con il musicista Giulio Escalona e la videomaker Isobel Blank. Attualmente impegnata come interprete nella Compagnia Naturalis Labor diretta da Luciano Padovani.
Nel dicembre 2011 debutta il Primo Studio di Diataraxia noctuidae (autoproduzione): uno studio sull’essere in un determinato luogo, tempo, spazio. Un’indagine i cui risvolti sono ancora da approfondire e sono in piena trasformazione e che debutterà, in autunno 2012, sempre all’interno di Spazio, corpo e potere.
Prenotazione consigliata, posti limitati. Prenotazioni a federicapaola@spaziotadini.it; ms@spaziotadini.it
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Durante questo workshop si affronteranno due strade, quella del teatrodanza e del contact. Strumenti pratici e teorici di lavoro sul corpo, studio e approfondimento. Potenziamento e affinamento della coscienza corporea, considerando anche alcuni elementi che definiscono la realtà circostante: spazio, musica/silenzio, la presenza di un gruppo. Energia, ritmo, tempo, movimento, uso dello spazio. Il peso e l’assenza del peso nel corpo, attraverso il movimento e la manipolazione di esso e del suo centro. Affronteremo inoltre l’importanza di alcuni principi della cinetica applicata, il supporto esterno, il rapporto col suolo, il ritardo, l’anticipo, l’attrito, l’ondulazione e l’oscillazione. Alcuni accenni di biomeccanica e di uso e distribuzione del peso e della gestione funzionale dello scheletro in movimento. La consapevolezza spaziale, la memoria e il senso della forma.
La contact improvisation come approccio globale al corpo e interrogativo principe sui processi creativi e motori percettivi, Un’ esplorazione. Flusso d’energia che scorre fra corpi, pressione e spostamento del peso. L’altro: un territorio fatto di sorprese e imprevisti, di limiti e di abitudini percettive. Pensiero e azione insieme. Per sviluppare in ciascuno la coscienza della propria specificità e dei propri bisogni, senza dimenticare l’appartenenza ad un gruppo. Tempo, spazio, qualità, dinamica, codici comuni. Sotto pelle…perché dalla tecnica e con la tecnica cerchiamo di andare oltre, più in profondità, verso un gesto, una qualità, danza e linguaggio vissuto, che arriva dal corpo e vi respira, senza artifici e automatismi.
Prenotazione entro il 26 aprile 2012, posti limitati. Prenotazioni a federicapaola@spaziotadini.it; ms@spaziotadini.it
L'attenzione, in questo primo studio ancora in corso, si è soffermata e soppesata su una parola: esclusione. L'atto, l'effetto dell'escludere; lasciar fuori, non ammettere. Rappresentava una ricerca precisa, strettamente ancorata allo spazio, e a quello scenico, e in quel mentre ci siamo trovati, forse, in un altro itineriaro: quello che consiste nel prendere atto di un ambiente, di una condizione sociale, di un confine psicologico, che è poi il solo ad accomunare, a volte, uomini e personaggi altrimenti dissimili: l'esclusione. Insolenti, o rassegnati, o ancora combattivi, non si è riusciti a non sentirla come qualcosa che, oggi, incombe e preme più che mai sulla nostra società. Colti nell' impotenza ad entrare in una logica, in quella meccanica che identifichiamo, spesso frettolosamente, con il concetto di normalità.
Presi dalle indagini di Spazio, corpo e potere, abbiamo sposato la visione di Peter Brook “l'architettura lavora nella durata mentre il teatro agisce nell'urgenza” e l'urgenza per noi, oggi, è la logica del vivente, degli esseri umani. Sempre meno umani, sempre più esclusi, anche da sé e dal proprio corpo.
Lasciamo volutamente lo spazio vuoto, ma non nel senso orientale come risultato di una progressiva eliminazione, come acquisizione e non premessa, bensì lo lasciamo vuoto a rimarcare un'indifferenza che ci circonda: un'indifferenza, una vera e propria latitanza della coscienza di tutto un contesto, di tutto uno spazio.
Non sappiamo se dal distacco dell'osservazione possa nascere un'emozione intensamente catturata. Sappiamo solo, al momento, di voler provare a tracciare una striscia di terra cui avvicinarsi, e che man mano prenda forma, come da una barca la superficie terrestre mostra i suoi dettagli.
Ah...rileggendo Kafka è rimasta impressa una frase ... “gabbia cerca prigioniero”, che viene voglia, però, di giocare al contrario, capovolta, come provocazione un altro passo: prigioniero cerca gabbia.
Federicapaola Capecchi
Prenotazione consigliata, posti limitati. Prenotazioni a federicapaola@spaziotadini.it; ms@spaziotadini.it
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LO SPETTACOLO: Quel suono del flauto nuziale, quella lamentosa melodia, appartenevano alla realtà o aveva sognato? Un odierno Adamo che precipitato in un arcaico stato, vive un angoscioso déjà vû: averLa soffocata in un tremendo abbraccio. Alla luce di un nuovo giorno ritroverà la sua identità.
Lacrime Antiche chiude il lavoro sull' androgino diviso, su quell' Uno che eravamo, aprendo la strada al richiamo di altri miti d' amore, Lilith la Luna Nera, Amor e Psiche, Dafne e Febo.
Lo spettacolo dal vivo è preceduto dal cortometraggio MI SPOSERESTI TU?
Titolo sospeso tra domanda e pretesa. Cortometraggio ambientato in una Venezia invernale e desolata. Una corsa affannata verso un luogo dove realtà e sogno si confondono nell'eterno incontro/scontro tra un uomo, Marcello, e una Maddalena dei nostri tempi.
Per l' occasione Lacrime Antiche é presentato in un adattamento allo spazio che va ben oltre alla visione originale dello spettacolo. Nuove prospettive e angolazioni sveleranno un aspetto più concreto del duetto.
Prenotazione consigliata, posti limitati. Prenotazioni a federicapaola@spaziotadini.it; ms@spaziotadini.it
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"DARKROOM è una performance di danza, teatro e visual. Indaga l’essere-nel-tempo. Attinge dal vivere quotidiano per raccoglierne e capire l’essenza della verità e la sua brutale bellezza. Un viaggio parallelo, visionario e suggestivo al tempo stesso, che riporta alla luce il ruolo e l’importanza dell’essere umano, proprio in un momento storico cosi topico come quello dell’attuale cambiamento che tutta l’umanità sta vivendo. Bianco, Rosso e Nero. I colori dell’uomo.
Elektromove è un progetto teatrale di danza e animazione notturna che unisce gli amanti del sound elettronico a quelli del teatro, andando a costruire uno scenario notturno nuovo, del disincanto. L’arte viene colta in una nuova visione, quella della sua inutilità, e la musica rappresenta il collante sociale.
Deboli
testimoni di fronte a quello che accade nel mondo, Elektromove (Marco
De Meo) e Maivideo (Marco Burzoni ed Enzo Di Sciullo) adottano
l’unico strumento a loro disposizione: l’inutile arte e il puro
intrattanimento, che diviene utile di fronte all’inutilità di
quello che accade."
Prenotazione consigliata, posti limitati. Prenotazioni a federicapaola@spaziotadini.it; ms@spaziotadini.it
INTERVISTE DAL VIVO E SPETTACOLI CON PROTAGONISTI DEL MONDO DELLA DANZA, DELL'ARTE, DEL TEATRO, E NON SOLO, FINO A NOVEMBRE 2012
Un'idea di: Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini
Interviste a cura di: Federicapaola Capecchi
Organizzazione: Spazio Tadini
Spazio, corpo e potere è il nucleo centrale, tematico e di indagine, della nuova edizione di Coreografia d'Arte (novembre 2012) e della programmazione spettacoli 2011/2012 di Spazio Tadini. A partire dalle infinite sollecitazioni nate da questo nucleo tematico, prende anche la forma, a partire dal 29 novembre 2011, di un ciclo di interviste dal vivo, alcune delle quali abbinate a brevi momenti spettacolo, nelle quali affrontare molteplici aspetti dello spazio, del corpo e del potere. La volontà e l'obiettivo, creando uno spazio di dialogo diretto e aperto, è quella di approfondire questi argomenti non solo in chiave teorica e teoretica, ma coinvolgendone e analizzandone le varie implicazioni con il sociale e l'individuo. Per questo motivo nella lista degli intervistati oltre a uomini di teatro, artisti e coreografi vi sono anche cittadini, professionisti che, per mestiere, interesse o vissuto, hanno a che fare con lo spazio, il corpo e il potere: un pilota di aereo, un muratore, un pediatra, solo per citarne alcuni.
Partiamo dal mondo del teatro, della danza e dell'arte perché è il nostro specifico, ne riconosciamo il ruolo civile e sociale, la possibilità di spalancare un orizzonte nuovo, un punto di vista al quale non si giunge da soli e, a volte, il teatro e l'arte catturano, quel quid che prende forma anche nella critica sociale che sposta il “fuoco” (e le parole) del discorso e la visione delle cose. Perché sono anche l’unico sistema linguistico capace di comunicare in tempi brevi e in modi efficaci con tutti e tutta la società. CLICCA [per leggere il comunicato stampa].
MARTEDI' 29 NOVEMBRE 2011 ore 21:30 Primo appuntamento: Intervista a BARBARA GEIGER e FRANCO REFFO/ Compagnia NUT
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Nel 2007 Barbara Geiger e Franco Reffo fondano NUT, una realtà indipendente nella danza contemporanea che basa il proprio lavoro sulla ricerca di materiale fisico in relazione al contenuto di drammaturgie originali. NUT é seguito di una costante collaborazione dei due danzatori iniziata nel 1999 all'interno di Corte Sconta, che è stato uno dei gruppi piú rappresentativi in Italia.
La loro esperienza si è così arricchita con spettacoli presentati e/o prodotti da: C.N.D.I. Chàteauvallon Toulon, Teatro dell'Elfo e Piccolo Teatro Milano, Fondazione Teatro La Fenice, La Biennale Danza e Teatro Arsenale Venezia, RomaEuropa, National Art Center Ottawa, Agorà de la Dance Montréal, Teatro degli Illuminati Città di Castello, Cagliari, Teatro Ponchielli Cremona, Adda Danza, C.R.T. Milano, Teatro G. Pasta Saronno, Teatro Biondo Palermo, Künstlerhaus Mousonturm Francoforte, Theater der Stadt Heilbronn, Internazionale Tanzwochen Dresda, Dansens Hus Stoccolma, Festival di Teatro Iberoamericano Bogotà, Festival International Cervantino e Teatro de las Artes CNA Città del Messico, Fringe Festival Edimburgo, Festival Internazionale di Casablanca, Mittelfest Cividale del Friuli, Teatro Nazionale del Montenegro Podgorica, Belgrado Dance Festival, Sarajevo, Teatro Comunale e Festival Filo di Arianna Belluno, C.S.C. Santa Chiara Trento.
BARBARA GEIGER
Barbara Geiger è coreografa e guida artistica della compagnia NUT. Nata a Vienna, lavora nella danza dal 1990. Ha danzato con Corte Sconta dal 1999 al 2007. Svolge un lavoro di formazione nel teatro di movimento per attori e danzatori. A Milano regolarmente presso Campo Teatrale, Anabasi e Tilt Spaziodanza.
FRANCO REFFO
Franco
Reffo,
danzatore storico della compagnia Corte Sconta; vi ha lavorato dal
1991 al 2007. È stato socio fondatore del Chará di Padova, uno dei
primi centri in Italia di formazione e promozione della danza
contemporanea.
È docente all'Accademia dei Filodrammatici di
Milano.
Alla sua III° edizione (nel 2012) il festival è nato e ha debuttato nel 2009. Per saperne di più visita il Blog ...
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